Tazio Nuvolari |
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La
sua carriera cominciò con le motociclette: disputò la sua prima gara
ufficiale nel 1920 e ottenne la prima
vittoria nel 1921
a Verona.
Conobbe Enzo
Ferrari (anch'egli pilota e non ancora fondatore della casa
automobilistica) e iniziò a cimentarsi anche nei Gran Premi di automobilismo.
Dopo
aver vinto la prestigiosa Targa Florio, in Sicilia,
decise di dedicarsi solamente alle autovetture e la sua notorietà crebbe
ulteriormente. Negli anni Trenta Nuvolari ottenne vittorie sulla maggior
parte dei circuiti italiani e stranieri (Belgio, Gran Bretagna, Francia,
Germania, Ungheria, Monaco, Jugoslavia) oltre che nella Mille
Miglia del 1930 e 1933. Le sue grandi vittorie, spesso ottenute in modo altamente spettacolare e rocambolesco (la sua determinazione lo portava a insistere nelle gare anche quando l'auto perdeva pezzi, o era in fiamme, causando diversi incidenti), appassionarono sempre di più il pubblico, molto vicino al pilota anche per alcune gravi sfortune personali (in pochi anni perse entrambi i figli). Il poeta Gabriele D'Annunzio gli donò una piccola tartaruga dorata (oggi esposta a Mantova nel Museo dedicato al pilota) con la dedica "All'uomo più veloce del mondo, l'animale più lento". A
Nuvolari è attribuita l'invenzione della tecnica della sbandata controllata: affrontava le
curve con un secco colpo di sterzo, facendo slittare le ruote posteriori
verso l'esterno, quindi controsterzava e schiacciava l'acceleratore a
tavoletta; in questo modo usciva di curva con la macchina già rivolta
verso il rettilineo e in piena accelerazione, a velocità maggiore di
chiunque altro. Tra
i tanti episodi leggendari della sua carriera ne ricordiamo due. Nel
1925, mentre si allenava in
auto sulla pista di Monza, uscì di strada, fu
sbalzato fuori dalla vettura e si ferì in modo molto serio. Una sola
settimana dopo disputò e vinse, sulla stessa pista, un Gran Premio di
motociclismo. Per correre lasciò l'ospedale contro il parere dei medici,
coperto di bende e fasciature, si fece aiutare dai meccanici a montare
sulla moto, poiché a stento si reggeva in piedi. Nel
1930 vinse la Mille
Miglia davanti ad Achille Varzi. Lo superò durante la notte
quando, per fare in modo che il rivale non si accorgesse del suo arrivo,
lo seguì a fari spenti, tenendo come riferimento le luci di coda
dell’auto rivale. Morì
l'11
agosto 1953, nel suo letto e al
funerale, nella sua Mantova, partecipò una folla oceanica. |
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Tazio Nuvolari |
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