| Grande Torino - la giornata |
| 24 ottobre 2001 A Torino ci aspetta Domenico Beccaria, per tutti “Mecu”. E’ il presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata, una organizzazione nata per conservare e far conoscere la storia del Torino Calcio in particolare quella della squadra scomparsa sulla collina di Superga. Lo abbiamo conosciuto al Museo dello stadio Meazza di Milano, in occasione della mostra “Un fiore a Superga chiamato Torino” del pittore Giampaolo Miliari. E lì è nata l’idea di questa giornata. Mecu
ci porta all’interno dello stadio Filadelfia, o meglio dei suoi
ruderi. In piedi rimane infatti ben poco, tra le erbacce. Ma i volontari
dell’Associazione sono riusciti a recuperare nei sottogradinata, prima
della distruzione dello vecchio stadio, i cimeli e ricordi del Grande
Torino. Che però non hanno ancora trovato una degna collocazione (la
troveranno qualche anno più proprio in alcune stanze della Basilica di
Superga) e sono depositate presso una scuola media della zona. Grazie a
Mecu e alla cortesia della Preside possiamo vederle. C’è di tutto:
libri, divise da gioco, scarpe, ritagli di giornali, palloni, fotografie,
pezzi di tribuna, tanti oggetti e, soprattutto, storia. Nessuno di noi è
tifoso granata ma il ricordo e l’ammirazione per il Grande Torino ci
emozionano. Mecu lo capisce, sa che è un sentimento diffuso tra gli
appassionati sportivi, e alla fine della visita ci regala una targhetta
“riservato” della tribuna del vecchio Filadelfia. L’Associazione
edita anche un giornale di informazione e cultura granata, Il
trombettiere del Filadelfia, di cui ci viene regalato un abbonamento. Ci
rechiamo poi in corso Re Umberto, dove nel 1967 è morto Gigi Meroni,
la farfalla granata, un’altra figura leggendaria nella storia del
Torino. C’è un cippo che lo ricorda e dove i tifosi ancora portano i
fiori. Da
qui si va a Moncalieri, al ristorante Elefante Bianco, dove si mangia a
base di funghi. Nel
pomeriggio, il momento più emozionante: si sale verso Superga,
teatro della tragedia nel 1949. Sostiamo davanti alla grande lapide,
dietro la Basilica, che ricorda la squadra e gli accompagnatori morti
nell’incidente. Salutiamo
Mecu e ci fermiamo ai chioschi sul piazzale davanti alla Basilica, dove si
trovano ancori ricordi del Grande Torino. E poi tutti a casa. |
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