Omobono Tenni |
|
Era
un uomo timido, riservato e tranquillo che si trasformava in una vera
furia quando era alla guida di una moto. Di poche parole, quando vinceva
una gara scriveva un semplice e breve telegramma a casa “Arrivato Primo:
baci Tenni”. Vinse
la sua prima gara a Postumia nel 1924 e in seguito collezionò una serie incredibile di vittorie
e record sul giro. La sua caratteristica era quella di non mollare mai,
tirare sempre al massimo anche se non ne aveva la necessità; il suo
obiettivo “andare sempre più forte, non gli bastava solo vincere una
gara”. Entrò
in Moto
Guzzi nel 1933
e vinse tantissimo: Verona,
Pesaro,
Treviso,
Gran Premio d’Italia, Pescara,
Circuito della Maddalena, il Tourist
Trophy nel 1937,
la Milano-Roma-Napoli, Berna, Taranto. Dopo la pausa della Seconda Guerra Mondiale riprese nel 1945 con numerose vittorie
in Italia
ed in Europa.
Si fece notare anche nelle corse automobilistiche ma poi ritornò subito
alla Motocicletta. E’ il pilota che più ha dato lustro alla casa di Mandello e la Moto
Guzzi gli ha dedicato un monumento che campeggia nel suo museo.
Era
uso dire “mi ritirerò solo quando avrò trovato uno più veloce di
me”. Ma non andò così e il 1° luglio del 1948 morì in prova al Gran
Premio di Berna, nella stessa curva
dove alcune ore dopo muore Achille Varzi, altro indimenticabile campione
delle quattro ruote. Senza voler dimenticare o sminuire i meriti di tanti
altri grandi piloti che l'Italia ha avuto, Tenni, per le condizioni in cui
si svolgevano le corse all'epoca, per l'estremo coraggio e la voglia di
vincere, per i grandi risultati ottenuti, è da considerare tra i più
grandi, se non il più grande di tutti. |
|
Omobono Tenni |
|
torna alla home |